Il trucco per vivere bene sta nel rendersi conto delle cose.
Sondare il proprio corpo e la propria persona, rilevare le proprie indiosincrasie, analizzarle ed accettarle in toto.
A me, ad esempio, è successo con i Marlene Kuntz.
È opinion comune che, se sei considerato un intenditore di musica ad un certo livello, con una spiccata propensione verso tutto ciò che è alternativo ed anticonformista, ai Marlene Kuntz devi portare un tacito rispetto.
Perché sono usciti con Rock Targato Italia, che con loro ha iniziato e finito di sfornare talenti (va be’), ed è diventato l’ennesimo specchietto per le allodole.
Perché Catartica è registrato malissimo, e ti fa percepire solidarietà verso i limitati mezzi del tuo personale gruppetto rock, ed un pizzico di rivalsa verso gli spocchiosi metallari che dicono fiche le idee ma la registrazione è pessima (e grazziarcazzo, i sordi mii dai te).
Perché tutti i loro dischi sono registrati malissimo, tranne l’ultimo.
Perché tra i loro maggiori ispiratori ci sono i Sonic Youth, che magari potranno pure essere un gruppo da Carlo, ma porcaputtana so’ sempre i Sonic Youth.
Perché comunque hanno avuto il coraggio di fare noise in Italia (e in Italiano) una di quelle dicotomie che fanno passare un brivido nel culo ai benpensanti forzitalisti.
Perché, infindeiconti, nonostante tutto, malgrado non si veda, so’ compagni.
Perché hanno un nome talmente insensato e patetico che è quasi fico, e quando timido mi azzardavo a chiedere ma che vuol dire, Marlene Kuntz?, la gente mi guardava come se avessi appena bevuto una lattina di piscio e mi diceva ma dai, è un nome!, e graziarcazzo, pure ZI+)JND@!&Y#$ è un nome, ma non vuol dire che ce devo chiama’ er gruppo mio.
Perché il cantante si chiama Cristiano Godano, e quindi massimo rispetto per uno che nel cognome ha la radice della parola godere unita al termine ano; massimo rispetto, sì, almeno quanto ne porto ad Andrea Pirlo, che, brutto in culo com’è e con il cognome che si ritrova, se non fosse stato un fenomeno a pallone si sarebbe crocifisso a sedici anni, roba che Gesù Cristo je faceva ‘na pippa (questa espressione mi costerà un paio di ictus e duetre cancri sparsi).
Perché sono di Cuneo, e io neanche me l’immaginavo, che a Cuneo ci fosse qualcuno in grado di imbracciare una chitarra, se non per intonare il Va’ pensiero alle feste della Lega Nord.
Perché Catartica, perché Il vile, perché Ho ucciso Paranoia, perché Bianco sporco, e ce ne voleva, per cacare titoli così fichi.
Perché La canzone che scrivo per te ha dato avvio a centinaia di storie dei ragazzi della mia generazione, ed è inutile che ora lo negate, bastardi, che vi rimorchiavate le pischelle citandola.
Allora, silente li ho sempre seguiti, rilasciando timidi cenni d’assenso quando mi chiedevano ti piacciono i Marlene?, mettendo i loro i cd in macchina, seguendoli ai concerti, e portandomi sempre appresso un però.
Li ho visti quattro volte, dal vivo, i Marlene.
L’ultima è stata alla festa della Liberazione a Torino.
Ed è in quel momento, in quel preciso momento tra una 111 e una Nuotando nell’aria, che ho avuto un’illuminazione da far impallidire Padre Pio.
Mi si è acceso qualcosa dentro: nel culo, precisamente.
Ed ho capito: i Marlene Kuntz mi fanno schifo, i Marlene Kuntz mi fanno vomitare.
Sono stato così felice di aver riconosciuto ciò a me stesso, che di buon grado ho rinunciato ad un pizzico della mia bulimica propensione all’anticonformismo.
E di improvviso mi si è aperto un mondo, davanti.
Un mondo in cui non mi devo vergognare se ascolto Dedicato a te, se canticchio Fabri Fibra, se faccio headbanging con Benny Benassi.
Io, la mia botta d’orgoglio l’ho già avuta.

Martedì 8 Luglio 2008 alle 17:48 |
mah….piu penso a cio’ che hai scritto e piu ‘ mi sento in sintonia con quelle parole…
ma secondo me hai tralasciato qualcosa…
i marlene sono uno dei gruppi che definirli "calamita per fighe" e’ quasi riduttivo…
Il punto e’ che da buon ascolt\intenditore hai sempre odiato nel tuo incoscio la voce di godano, xche diciamolo ha una voce del cazzo, soprattutto per uno che gode quando sente criss cornell , eddie vedder, e tutti quelli che hanno voci spaziali con tirmbri della madonna… in realta’ qualche canzone fica l ha tirata fuori…ma ha cacato fuori con il suo citazionismo gaddiano ( vedi cognizione del dolore) in nome di una profondita’ testuale quasi enigmatica che con la musica spesso non ha nulla a che fare…dico io scrivi bene?ecco fallo e limitati a quello…non e’ necessario che appiccichi rigurgiti grunge noise su delle belle parole…
ma alla fine ascoltandoli ti impari pure le canzoni a memoria,e cerchi di stringere i denti sopportando i suoi deliri da chitarrista indemoniato con mille suoni spruzzati qua e la che se dovessi spiegarli con una sinestesia potrebbero sintetizzarsi in una diarrea sonora…
ma le ragazze? loro si che lo amano, anche se brutto come una mummia " ha un fascino incredibile"…
questo spiega per l’ennesima volta che le donne , nella maggior parte dei casi, di musica non ci capiscono proprio una cazzo…( no tranquilla ragazza che stai leggendo il mio commento, nn mi riferisco a te, dico nella maggior parte dei casi, ma nn penso che questo sia il tuo)…e forse manco noi di donne…
stefano
Mercoledì 1 Ottobre 2008 alle 11:30 |
[...] I Marlene Kuntz mi fanno cagare (anche a me) [...]
Venerdì 3 Ottobre 2008 alle 20:42 |
Cavolo, che brutta cosa.
Io con i Marlene Kuntz ci son cresciuta.
Perchè ne avevo 13 di anni, e adesso a 21 trovo la mia devozione triplicata.
Perchè GODano è Dio (e non voglio battute sul resto del nome). Perchè i Marlene non propongono testi ma poesie. Perchè sono decadenti e riescono sempre a trovare le parole giuste nel momento giusto.
E non parlo mica de “La canzone che scrivo per te” o di “Sonica” ma di componimenti quali “E poi il buio”, “Il lamento dello sbronzo”, “Cara è la fine”.
Vabbè che poi sono gusti eh.. Ma come dici te dei Bluvertigo(che io in primis adoro) io mi stupisco ancora che al mondo ci sia qualcuno che non ritenga i Marlene il loro gruppo preferito..
Ma in fondo sono donna.. e come dice il tipo sopra di me non ne capisco un cazzo di musica..
Domenica 5 Ottobre 2008 alle 14:38 |
Posso concedermi il lusso di considerare falso ciò che è stato scritto sopra di te.
Non avevo mai inquadrato il problema in una dimensione poliprospettica.
Dunque, mi hai convinto.
Ahimé, non parlerò più male di chi ascolta i Marlene Kuntz.