Folgorati sulla via di Damasco
Giovedì 12 Aprile 2007Perché non parlare di Paolo, celeberrimo esponente della cultura Cristiana, nonché membro ufficiale (e tra i più blasonati!) degli altrettanto famosi dodici apostoli? Riporto qui sotto alcuni passaggi dei suoi importanti scritti, alcuni passaggi forse sconosciuti ai più, ma che non perdono per questo la loro tracotante valenza simbolica…
Schiavi, obbedite ai vostri padroni con devozione e timore, serviteli con sollecitudine, come se si trattasse del Signore stesso, e non di uomini. (Lettera agli Efesini, 6, 12)
Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è il capo della moglie, come anche Cristo è a capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto. (Lettera agli Efesini, 5, 22-24)
Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea. (Prima lettera ai Corinzi, 14, 34-35)
La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia. (Prima lettera a Timoteo, 2, 11-15)
L’uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell’uomo. E infatti non l’uomo deriva dalla donna [sic!!! ndC], ma la donna dall’uomo; né l’uomo fu creato per la donna ma la donna per l’uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli [...] Giudicate voi stessi: è conveniente che una donna faccia preghiera a Dio col capo scoperto? Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l’uomo lasciarsi crescere i capelli, mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere? La chioma le è stata data a guisa di velo. Se poi qualcuno ha il gusto della contestazione, noi non abbiamo questa consuetudine e neanche le Chiese di Dio. (Prima lettera ai Corinzi, 11, 7-10; 13-16)
Ho la presunzione di ritenere che in questi scritti vi sia la soluzione a tutti i problemi della Chiesa odierna. Qual è l’accusa maggiore che viene mossa ai vertici ecclesiastici? L’incoerenza, il predicar bene per razzolare male. Io credo che se Benedetto XVI, nella sua omelia domenicale, leggesse questi passaggi anziché quelli che comunemente vengono proposti, commentandoli con sincera e sentita approvazione, finalmente la gente penserebbe che la Chiesa dice effettivamente ciò che pensa. Non ci sarebbe più bisogno, come accadde il 25 maggio del 1521, di vietare la lettura della Bibbia ai fedeli. Saremmo tutti più coerenti, e felici di trovarci attorno, nella vita di ogni giorno, l’espressione vivente del volere Clericale.
Hai fatto un brutto sogno, e ti svegli incazzato per qualcosa che non è mai successo
Lunedì 13 Novembre 2006“Non voler fare del male non equivale a non farne. E di certo non equivale a fare del bene”.
“A quante poche sepolture abbiamo presenziato nel nostro cimitero locale, in tutti questi anni. Quanto raramente ho assistito all’inesorabile calare nella fossa della cassa di legno – il tesoro sepolto – ma non ancora contrassegnata da teschio e tibie incrociate, come poi sarà giusto per un simile luogo. Sebbene sia il gusto personale a decidere l’immagine della lapide, pochi sono i casi in cui si scorge una vena innovativa. No. Io ricordo soprattutto riti funebri cittadini, equilibrati, composti, a volte perfino chic. Mai uno strido. Questo lo ricordo, e ora mi chiedo come mai a nessuno sfuggisse un grido”.
“Il mio rapporto con le parole è mutato. E’ diventato nevralgico, spaventato. Adesso certe parole sembrano aggredirmi, perfino mozzarmi il fiato”.
“Nessuno mi aveva preparato al tuo definitivo silenzio. Nessuno mi aveva spiegato cosa significa un silenzio eterno. Adesso ascolto il silenzio sapendo che sarà sempre uno, due, tre… e sempre silenzio”.
Josephine Hart, “L’oblio”.
C’è tanto da imparare
Martedì 3 Ottobre 2006Ci sono ancora tante cose che, dopo 23 anni di vita, riescono a stupirmi, cose che non riesco ancora a capire.
1) Non capisco perché i Dream Theater abbiano un contratto discografico e io neanche un Co.Co.Co. o un lavoro a tempo determinato e sottopagato.
2) Non capisco perché “1984″ di Orwell e “Brave new world” di Huxley non siano ancora stati adottati come manuali di storia contemporanea.
3) Non capisco perché il Mago Guarda di Trastevere non giri con il Cayenne.
4) Non capisco perché Roberto Mancini abbia il patentino per allenare in serie A e io neanche quello per il 125.
5) Non capisco perché i Comunisti Italiani non abbiano ancora la maggioranza assoluta.
6) Non capisco perché Berlusconi debba vivere cent’anni e Berlinguer solo sessantadue.
7) Non capisco perché il silenzio mi faccia molto più male di tante parole aspre e violente.
9) Non capisco perché continui, in qualche modo, diretto e non, a sperare.
Auditorium della Conciliazione
Sabato 2 Settembre 2006Mi sono sempre detto che l’aspetto più affascinante dei personaggi di Baricco è la netta sensazione che gli stessi camminino ad un metro da terra. Era così anche una delle Sagome, cioè i musicisti che hanno accompagnato Morgan nel tour di “Non al denaro non all’amore né al cielo”. Ora che anche io mi sento un po’ così, però, davvero capisco che non c’è uno stracazzo di niente da invidiare ad una serie di coglioni che passano il 70% del loro tempo in una malinconica tristezza.
Così, nell’ennesimo dei significati possibili, sono un coglione un’altra volta. Sembra quasi che la società sia lì lì pronta ad etichettartici ogni volta che capita l’occasione, servita sul piatto d’argento dal Berlusconi o dal Baricco di turno. Non ho ancora realizzato al 100% il ritorno dal Perù, ed è una cosa strana perché non mi capita mai. Riesco spesso ad ammortizzare questi dolori ed a lasciar scivolare tutto tra una tiepida nebbiolina in qualche angolo della testa.
Questa volta, invece, credo proprio che ci sia più di qualcosa che non voglio scordare del Perù. Anche se non so quanto questa cosa sia là o qui addosso a me. Non conoscendo la cosa in questione, non posso ovviamente conoscerne l’ubicazione. E mi sale un dubbio un po’ particolare, un po’ stimolante. Sì, perché ora come ora ho la sensazione di aver vissuto qualcosa, qualcosa che non so cosa sia né tantomeno dove sia, so solo che esiste.
La gioia?
Pubblicato da Mr.Tambourine
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