Dio Risiko

Lunedì 8 Settembre 2008

Molti di voi hanno commentato i miei post definendoli geniali.
Io sostengo che un uomo non è soltanto lui stesso: è anche il punto unico, particolarissimo, in ogni caso importante, curioso, dove i fenomeni del mondo s’incrociano una volta sola, senza ripetizione (Herman Hesse, Demian).
Quindi, sono fermamente convinto che la formazione di una persona sia direttamente correlata alla gente che lo circonda.
Ed è per questo motivo che oggi vorrei segnalarvi ciò che ha scritto un amico che purtroppo non posta spesso, ma che reputo delirante, pazzo e geniale almeno quanto me.
È un genio del computer, i suoi fotomontaggi sono spettacolari, ed è completamente ateo, anzi, anticlericale.

Ha unito tutte queste caratteristiche per sfoderare, ormai circa un anno fa, un post che non ha mai avuto la meritata pubblicità, un post che reputo tra i più belli che abbia mai letto in un blog.
Il post sul DIO RISIKO.

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In verità, in verità vi dico: andate e leggetene tutti, non ve ne pentirete affatto.

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Folgorati sulla via di Damasco

Giovedì 12 Aprile 2007
Perché non parlare di Paolo, celeberrimo esponente della cultura Cristiana, nonché membro ufficiale (e tra i più blasonati!) degli altrettanto famosi dodici apostoli? Riporto qui sotto alcuni passaggi dei suoi importanti scritti, alcuni passaggi forse sconosciuti ai più, ma che non perdono per questo la loro tracotante valenza simbolica…
Schiavi, obbedite ai vostri padroni con devozione e timore, serviteli con sollecitudine, come se si trattasse del Signore stesso, e non di uomini. (Lettera agli Efesini, 6, 12)
Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è il capo della moglie, come anche Cristo è a capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto. (Lettera agli Efesini, 5, 22-24)
Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea. (Prima lettera ai Corinzi, 14, 34-35)
La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia. (Prima lettera a Timoteo, 2, 11-15)
L’uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell’uomo. E infatti non l’uomo deriva dalla donna [sic!!! ndC], ma la donna dall’uomo; né l’uomo fu creato per la donna ma la donna per l’uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli [...] Giudicate voi stessi: è conveniente che una donna faccia preghiera a Dio col capo scoperto? Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l’uomo lasciarsi crescere i capelli, mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere? La chioma le è stata data a guisa di velo. Se poi qualcuno ha il gusto della contestazione, noi non abbiamo questa consuetudine e neanche le Chiese di Dio. (Prima lettera ai Corinzi, 11, 7-10; 13-16)
Ho la presunzione di ritenere che in questi scritti vi sia la soluzione a tutti i problemi della Chiesa odierna. Qual è l’accusa maggiore che viene mossa ai vertici ecclesiastici? L’incoerenza, il predicar bene per razzolare male. Io credo che se Benedetto XVI, nella sua omelia domenicale, leggesse questi passaggi anziché quelli che comunemente vengono proposti, commentandoli con sincera e sentita approvazione, finalmente la gente penserebbe che la Chiesa dice effettivamente ciò che pensa. Non ci sarebbe più bisogno, come accadde il 25 maggio del 1521, di vietare la lettura della Bibbia ai fedeli. Saremmo tutti più coerenti, e felici di trovarci attorno, nella vita di ogni giorno, l’espressione vivente del volere Clericale.

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Varie forme di estremismo

Venerdì 9 Dicembre 2005

Mastella ha più volte ripetuto: Non siederò mai allo stesso tavolo dei radicali.
Berlusconi ci fa una testa così da quattro anni con la storia che il centrosinistra ha ancora al suo interno due partiti comunisti, mentre gli Italiani hanno bisogno di un governo liberale e moderato.
A volte mi interrogo sulla vera definizione di estremismo: che hanno Rifondazione e PdCI di davvero estremista?

I Pacs sono forse un’idea estrema?
Il ritiro delle truppe dall’Iraq è forse un’idea estrema?
L’abolizione della legge Biagi e della riforma Moratti sono forse idee estrema?

Secondo me sarebbe bene fare luce sulla vera natura dell’estremismo: un Mastella, ad esempio, con il suo seguire in tutto e per tutto le indicazioni della Chiesa, non è estremo? Non può esistere, in altre parole, l’estremismo bianco? Forse essere contro l’aborto non è un’idea estrema? Cosa c’è di più estremo di essere contro i contraccettivi?

Berlusconi, con il suo liberismo selvaggio e sfrenato, con le sue leggi che depenalizzano il falso in bilancio, non è uno dei politici più estremisti che siano transitati in Italia? Solo perché il suo partito non ha come simbolo la Falce e il Martello (e meno male) o la celtica, non può essere giudicato estremo?
Forse Casini, con la proposta di aprire una commissione sulla 194 (con il subdolo ed evidente obiettivo di abolirla), non è più estremo di Diliberto che propone una nuova scala mobile?

A me sembra che l’Italia sia il paese dei figuranti, dove conta solo ciò che appare. E sono fermamente convinto che le idee di Bertinotti e Cossutta siano molto meno estreme di quelle di un governo che ti manda in galera per 8 canne, o che vara quella legge-non senso chiamata legge 40 che taglia le gambe alla ricerca scientifica. Ruini è estremo, altroché. E tutti quelli che lo seguono, con tutti quelli che seguono Berlusconi e compagni (tanto per non citare la Lega) sono più radicali dei Comunisti.

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