Marxisti-Leninisti Discodance!

Mercoledì 6 Maggio 2009

Negli ultimi giorni mi sono cimentato con un programmino famosissimo che soddisfa pienamente le esigenze di chi, batterista come me (e quindi totalmente incapace di comporre qualcosa che abbia anche una minima accezione armonica), vuole comporre musica orecchiabile senza troppi sbattimenti.

Così, con un amico ho fondato un progettattempopèrso parallelo agli Starlette: i Big Trouble in Vitinia.

Il nostro primo singolo, estratto dall’album (per adesso ancora inesistente) Murder in Via Codigoro, è qualcosa di veramente devastante, a metà strada tra Goa, Psytrance, Industrial e canzone popolare Italiana.

Sbarca su Iutùbb il pezzo che ha sbaragliato le charts di tutto il mondo: la Marxisti-Leninisti Discodance!

Cliccate sull’immagine sottostante per ascoltare la canzone: non date troppo retta al video artigianale (anche se noi che facciamo i coglioni è una cosa preziosa), ascoltate la musica e… dategli cinque stelle!!!

mldd


Mai fidarsi di qualcosa che sanguina per cinque giorni e non muore

Lunedì 6 Aprile 2009

Ehm.
Preparatevi.
Oggi sto per farvi vedere qualcosa di veramente vomitevole.
In verità il video è abbastanza vecchio, molti lo conoscono già, dunque non me ne vogliate se sono ridondante.
E non me ne vogliate neanche se vi farà senso!
Ma io l’ho trovato geniale, e per questo vorrei proporlo alle (poche) persone che ancora non lo conoscono.
Buona visione, e tenetevi vicino un secchio per lo sbratto.

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Di Pietro Dance

Giovedì 4 Dicembre 2008

Come stai?
Bene, rispondeva, con il sorriso sulle labbra.
Fino al giorno in cui si suicidò.

Gli aggiornamenti del mio blog sono ormai più rari dei discorsi intelligenti di Valeria Marini.
Anzi no, ché quelli sono inesistenti.
Ma esisto ancora, sono ancora vivo, e scrivo, scrivo, anche se meno sul blog e più da altre parti.
Tornerò presto ad assillarvi.
Nel frattempo, godetevi un video eccezionale, dura appena un minuto.
Ed è la Di Pietro Dance!
Prezioso, un dj geniale, ha mixato alcune frasi di Di Pietro con una base dance.
Il risultato è esilarante, godetevelo.

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Dico troppe parolacce (ottobre 2008)

Giovedì 13 Novembre 2008

Mi scuso per la prolungata assenza dalla blogosfera, dovuta principalmente a tre circostanze:

  1. Sto facendo la tesi di laurea;
  2. Sto ultimando il mio primo romanzo;
  3. Sono in mese di pausa dal lavoro, riattaccherò il prossimo mese e dunque sostanzialmente non mi va di fare un kutso.

I miei carissimi pervertiti, però, hanno continuato a darsi da fare e potete leggerne i frutti qui sotto. Un po’ in ritardo sulla tabella di marcia, è vero, ma del resto la rubrica inizia a diventare ripetitiva, no?

  • Bocchini sigarette paura e delirio (libere associazioni)
  • Bere la propria sborra fa male (non so, comunque non proverei)
  • Video uomini che sborrano sugli specchi (la nuova frontiera dell’autoerotismo)
  • Il piacere di fottere (il nuovo capolavoro di Umberto Eco)
  • Bocchini con il culo (forse riuscirebbe a farli Berlusconi)
  • Non dovevi sborrare in figa (ormai è troppo tardi: gravidanze indesiderate?)
  • Enormi oggetti nel culo (cioè? Automobili? Palazzi? Navi?)
  • Come fare per sborrare tardi (scopare alle quattro del mattino)
  • Sono una donna ma sborro come un uomo (allora non sei una donna)
  • Che bello sborrare nella figa (sublime)
  • Mi piace essere scopata dal cane (sono contento per te)
  • Cerco sborra da bere (con ghiaccio o senza?)
  • Voglio il cazzone di Lexington Steele (pure io)
  • Tecniche per sborrare la prima volta (ci vogliono anni di allenamento)
  • Piedi donne seghe.it
  • Cos’è la masturbazione (non pensavo dovessi mai spiegarlo a qualcuno)
  • Sborrare in alto
  • Cerco donne per ficcare il cazzo in fica (secco e coinciso: più chiaro di così…)
  • Video gratis online di colate di sborra (cioè? Dai muri, dalle grondaie, dalle mensole?)
  • Sborro sto per sborrare (e riesci a scrivere al computer, intanto?)
  • Succede qualcosa se si fanno bocchini? (nella maggior parte dei casi, potresti trovare ad avere a che fare con qualcosa di vischioso)
  • Yahoofiga (il nuovo servizio di Yahoo!)
  • Sborrate sporche
  • Figa elegante (con il clitoride in argento)
  • Sapore di sborra (“che hai sulla pelle… che hai sulle labbra…”; calza, in effetti)
  • Dove sborrare (esistono cassonetti differenziati appositi)
  • Più sborra (per tutti… nuovo leit motif elettorale del Silvio nazionale)
  • Puttane che ti danno la fica (credo che la specificazione sia ridondante)
  • Come avete la sborra? (io la compro mensilmente in farmacia)
  • Video a tutta sborra (variazione in tema su a tutta birra?)
  • Inculare una figa (non credo sia logisticamente possibile)
  • Foto = Fregna (dritto al punto)

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Cappuccino, latte macchiato, servizi segreti (una questione di stile)

Lunedì 27 Ottobre 2008

Giunto al termine del giorno
cerco fra le coltri un poco di speranza
Peto in abbondanza
non ho piu’ sgomento
lieto mi addormento
ebbro dei miei gas

Sono abitudinario.
Metodico, razionale nell’essere irrazionale.
Sono vittima di una serie di schemi mentali miei e soltanto miei.
La colazione, per esempio.

Nell’immaginario collettivo romano la colazione è cappuccineccornetto.
Per i pragmatici programmatori solipsisti può diventare caffèccornetto.
Per le aspiranti Angelina Jolie always on a diet è cappuccìno.
Per i fumatori incalliti è caffè.
Per gli Americani che lavorano con me è cappuccino-cornetto-yogurt-macedonia, a volte anche the.
E così via, insomma, se semo capiti.

Ora, non è per fare il diverso, ma per me la colazione è lattemacchiateccornetto.
Perché gente, non c’è scampo, il latte macchiato vince sul cappuccino.
Magari c’è meno caffeina, occhei, ma il sapore è tutt’altra cosa.
Con il cornetto si sposa in stile Ascanio & Katia del Grande Fardello.

Dovete sapere che al lavoro da me, quando si chiede un cappuccino, un lattemacchiato, un caffè e compagnia bella, te lo danno in plastica, se non specifici qui.
E per me bere queste cose in plastica è più o meno come suonare la chitarra con un fallo in ebano al posto del plettro.
Quindi, ogni mattina la mia scena è lattemacchiatoqquì, per favore (ché il cornetto l’ho già preso da solo).

Bene.
Il ventiduottobreduemilaotto è stato un giorno di svolta nella mia vita.
Sono andato al bar, ho pagato il lattemacchiateccornetto.
Ho preso il cornetto.
Al momento di prendere il lattemacchiato, la rivelazione.
La barista mi ha guardato.
“Latte macchiato qui?”.

Sì.
Sì, mio Dio, sì
.
Ma non è finita.
Ho stipulato un accordo informale con i gestori del bar, e d’ora in poi, una volta al bancone, potrò concedermi il lusso di dire il solito.
Il solito, gente!
Poche persone possono dire il solito, al bar.
È la chiave di volta dell’escalation professionale.
E poi, insomma, fa molto Humphrey Bogart.

Mi immagino domani, con trench nero lungo, occhiali da sole, sigaretta accesa in bocca (massimo della provocazione), stivali e distintivo del Sismi (anzi, facciamo CIA, che fa più “selvaggio West”) nella tasca interna, che appoggio il gomito sinistro al bancone e faccio un lungo tiro.
“Il solito”.
E la barista:
Latte macchiato o informazioni?

Mh, non suona poi così bene.
Meglio lasciare l’America agli Americani, va’.

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