La prima definizione che ho trovato in rete della parola ciclofrenia è:
Disturbo psichico spesso ereditario caratterizzato dall’alternanza di caratteristiche proprie della sindrome maniacale con quelle proprie della sindrome depressiva.
Ma, oddio, non è che mi gratificasse più di tanto. Allora ho trovato quest’altra:
Psicosi caratterizzata dall’alternarsi di eccessi di tristezza e di mania.
Psicosi e mania, però, sono parole che non mi fanno urlare di gioia quando associate alla mia persona. Ma non ho trovato definizioni più morbide di questa:
Malattia della mente caratterizzata da modificazioni dell’umore morbosamente esagerate, di cui la ciclotimia rappresenta la costituzione di base.
Ciclotimia?
Disturbo dell’umore, caratterizzato da periodi alternanti di depressione e di ipomania.
Accidenti, si torna sempre là.
Ma io sono sempre stato allergico alle definizioni.
Così, preferisco inquadrare la mia ciclofrenia con un disegno:

Il mio umore ha un andamento sinusoidale.
Sale vertiginosamente, fino ad arrivare al picco di gioia, e poi comincia irrimediabilmente a discendere.
Cosicché mi ritrovo maniaco nel massimo della funzione, depresso nel minimo, ed apatico in y=0.
Ma c’è di più: con l’aumentare di x (anzi, per x→∞) l’ampiezza delle curve diminuisce progressivamente, ed i miei sbalzi di umore diventano sempre più frequenti, più rapidi, più nevrotici, più schizofrenici.
Prima mi ci voleva un paio d’anni perché ciò che avevo davanti diventasse, da entusiasmante e coinvolgente, estremamente ordinario e banale.
Poi, circa nove mesi.
Poi cinque, quattro, tre.
Ecco, dicevo, il tre.
Se c’è una causa che mi porterò fino alla tomba è quella del tre.
Tre sono i fratelli, signori.
Nati tutti ogni nove anni (treppertré) e quattro mesi.
Del resto, se l’uno è verità, il due è la materia, il tre è tutto ciò che senso ha.
Tre sono anche gli stadi, nella funzione della mia vita.
Euforia, apatia, depressione.
Con una piccola, sostanziale differenza.
Che, purtroppo, io all’infinito non ci tenderò mai.
P.S. – Per rispetto nei confronti di chi soffre questa patologia, ci tengo a specificare che non sono ciclofrenico nel senso medico del termine. Uso questa licenza poetica per simboleggiare la mia estrema lunaticità, che per fortuna non è (ancora) sfociata in ciclofrenia.

Domenica 20 Luglio 2008 alle 12:02 |
e le conseguenze sulla tua vita?
Domenica 20 Luglio 2008 alle 13:18 |
Quelle le puoi leggere quasi ogni giorno sul mio blog: riconoscerai senza alcune difficoltà tutte le fasi della mia ciclofrenia.
Mercoledì 6 Agosto 2008 alle 20:18 |
tentativo # 2
the show with zefrank: 09-20-06
Domenica 7 Settembre 2008 alle 2:51 |
La conosco anche io fin troppo da vicino e te ne sarai accorta.
Anche la mancanza di apertura al dialogo, mi ha chiuso tante porte.
Lunedì 15 Settembre 2008 alle 21:44 |
guarda che si chiama DEPRESSIONE BIPOLARE e non ciclofrenia.. se ce l’hai veramente sarai stato paziente spdc svariate volte.
Lunedì 15 Settembre 2008 alle 21:55 |
Quelle definizioni sono relative alla sindrome chiamata Ciclofrenia e non al disturbo (non depressione) bipolare dell’umore. Visto che, tipo, la ciclofrenia è un disturbo bipolare dell’umore.
Comunque no, fortunatamente non ce l’ho, è solo una licenza poetica per simboleggiare la mia lunaticità, che per fortuna non è (ancora) sfociata in Ciclofrenia.
Lunedì 15 Settembre 2008 alle 22:02 |
allora sei sano come un pesce, o per meglio dire, non hai nulla. sai c’è tanta gente che è un pò triste e va in giro a dire di essere depressa senza sapere che se lo fosse non potrebbe nemmeno andare in giro a dirlo.. meglio cosi.
Lunedì 15 Settembre 2008 alle 22:04 |
Hai ragione, la tua è un’osservazione estremamente intelligente.
Ho sempre odiato i poeti maledetti, quelli che fanno i depressi quando non sanno che la depressione è una cosa seria.
Personalmente, i miei scritti che mi piacciono di più sono quelli che nascono da emozioni positive.
Martedì 16 Settembre 2008 alle 11:04 |
Onestamente affermare di avere una patologia (commento n.2) e poi smentirlo (commento n.7) lo trovo un tantino irrispettoso, sia nei confronti di chi magari soffre realmente di questa patologia, sia per chi magari ti ha trovato cercando delle risposte che tu non puoi dare (perchè per tua fortuna non sei ciclofrenico). Non condivido questa tua scelta poco chiara e ti invito a chiarire per correttezza nei confronti di chi ti legge. Buona giornata
Martedì 16 Settembre 2008 alle 11:07 |
Hai perfettamente ragione.
Modifico subito il post ponendo un’appendice con la specificazione che mi fai giustamente notare.
Mercoledì 17 Settembre 2008 alle 9:35 |
Ti ringrazio della precisazione, ciao
Venerdì 17 Ottobre 2008 alle 14:48 |
=
Martedì 21 Ottobre 2008 alle 20:11 |
@ Neclord
Il proprietario del blog ha scritto chiaramente che è solo una licenza poetica per simboleggiare la sua lunaticità; penso che in questo senso abbia scritto nel post 2 “la mia ciclofrenia”. Penso che scrivere due volte la stessa cosa (nel commento e nel post) sia una ridondanza oltre che una seccatura stessa per il proprietario del blog.
Giovedì 23 Ottobre 2008 alle 10:06 |
Scusami, Claudia, hai ragione, ma ad onor del vero devo dire che quella postilla l’ho aggiunta solo dopo che, giustamente, Neclord mi ha fatto notare che la cosa poteva risultare offensiva.
Il suo commento è antecedente all’inserimento del PS.
Tu ovviamente non potevi saperlo!
Un saluto!
Giovedì 23 Ottobre 2008 alle 13:45 |
Ho guardato le date, esistono anche per questo!
Penso che non ci fosse nulla di offensivo, anche perché si capiva chiaramente che la tua era soltanto una metafora e non un’espressione palesemente solipsista e sarcastica. Quindi per me la precisazione di Neclord mi sembra fatta soltanto per fare un pò il saccente. Tutto qui, opinioni e punti di vista
Giovedì 23 Ottobre 2008 alle 13:53 |
Mi correggo: non metafora ma una sorta di antifrasi !
Giovedì 23 Ottobre 2008 alle 13:56 |
Non mi sognerei mai di criticare un punto di vista… tutta la mia vita poggia sui punti di vista!
E proprio perché Neclord mi ha fatto notare il punto di vista di una persona che non aveva inteso che la mai fosse un’antifrasi (cosa plausibilissima, dato che la maggior parte dei miei post è tra il serio e il faceto), ho pensato di inserire la specificazione in questione.
Magari toglie un po’ di poesia, ma in fondo non è un dramma.
Comunque grazie mille di avermi reso noto il tuo, di POV!
Martedì 6 Gennaio 2009 alle 15:30 |
Mr. Tambourine come stai? E’ un pò che non ti si sente
ho qualche nuovo articolo che forse ti farà sorridere. A presto!
Volevo lasciar qua un semplice messaggio di saluti, poi ho inavvertitamente impattato con i vecchi messaggi della signorina Clau89. Apprezzo la cura materna che ha mostrato nel tutelare il “proprietario del blog” dalle gravi seccature che il mio intervento può avergli arrecato (non ti ho reso impotente vero?!), mentre trovo meno cortesi le affermazioni che mi ritraggono come un saccente.
Saccente: Che fa mostra di ciò che sa in maniera presuntuosa e petulante.
A parte il fatto che ogni tanto sarebbe piacevole vedere una 19enne che “parla come mangia”, limitando la sua consueta pseudo metamorfosi in un vocabolario stile “treccani” ai temi scolastici più che ai commenti di un blog, per il resto sarebbe stato molto più furbo, o quantomeno corretto, interessarsi alle ragioni per le quali la mia precisazione è stata fatta, piuttosto che soffermarsi su semplici provocazioni che in tutta onestà mi fanno sorridere. Chiedere una precisazione non è saccenza, è una possibilità offerta dal diritto di critica. Sayonara
Martedì 6 Gennaio 2009 alle 15:36 |
cazzo se sei saccente tu, lei con quello che ha scritto e che avrà imparato appena l’altro ieri come sta messa eheheh..ma dai.. torniamo a leggere il cioè che l’è mei…auguri di buona salute per il 2009 a tambourine
)
Martedì 6 Gennaio 2009 alle 15:39 |
p.s.
io ho inteso, ma ho l’arte di rompere il cazzo incorporata
Giovedì 8 Gennaio 2009 alle 14:58 |
che carini. mi commuovete. *___*
Venerdì 9 Gennaio 2009 alle 14:04 |
essere gentile con le donne è una mia prerogativa, sono contento che apprezzi.