Marxisti-Leninisti Discodance!

Mercoledì 6 Maggio 2009

Negli ultimi giorni mi sono cimentato con un programmino famosissimo che soddisfa pienamente le esigenze di chi, batterista come me (e quindi totalmente incapace di comporre qualcosa che abbia anche una minima accezione armonica), vuole comporre musica orecchiabile senza troppi sbattimenti.

Così, con un amico ho fondato un progettattempopèrso parallelo agli Starlette: i Big Trouble in Vitinia.

Il nostro primo singolo, estratto dall’album (per adesso ancora inesistente) Murder in Via Codigoro, è qualcosa di veramente devastante, a metà strada tra Goa, Psytrance, Industrial e canzone popolare Italiana.

Sbarca su Iutùbb il pezzo che ha sbaragliato le charts di tutto il mondo: la Marxisti-Leninisti Discodance!

Cliccate sull’immagine sottostante per ascoltare la canzone: non date troppo retta al video artigianale (anche se noi che facciamo i coglioni è una cosa preziosa), ascoltate la musica e… dategli cinque stelle!!!

mldd


Starlette live @ The FoxHole Pub

Venerdì 3 Ottobre 2008

Quello che non sono riuscito a dire nel corso dell’intervista telefonica a Post-It è che non mi sono mai posto il problema di conoscere o meno le persone che frequentano il mio blog.
Alcuni non vogliono farlo perché credono sia bello che una conoscenza telematica rimanga tale.
Altri vogliono farlo perché vogliono scoprire cosa c’è dietro le tastiere.
Oggi ho un piccolo invito da fare a quelli che rientrano nella seconda categoria e che abitano a Roma e dintorni.
Domani, sabato 4 ottobre 2008, alle 22:30 (anche se potrebbe iniziare più tardi, dipende da quando il locale sarà abbastanza pieno) mi esibirò con il mio gruppo, gli Starlette (featuring Ulderico al sax, per tre canzoni), al FoxHole Pub, in via Paola Falconieri 47/B (zona Monteverde).
Se non sapete chi sono gli Starlette, ascoltate Jack:


E se vi piace Jack, ascoltate anche gli altri pezzi nella pagina Starlette.
Il locale è piccolissimo (se volete stare seduti vi conviene prenotare chiamando il numero 065376300), il palco minuscolo, ma noi cercheremo di essere grandi.
Sarà un concerto intimo, spero bello proprio per questo.
E poi, voglio dire, avrete l’occasione di capire perché sono orgoglioso di essere un batterista.

CLICCA QUI PER VOTARE QUESTO ARTICOLO SU OKNOTIZIE


E spegni quella cazzo di TV (ovvero: esibizionismo al cubo)

Venerdì 26 Settembre 2008

Oddio, sì.
Lo so che avevo promesso di mettere onlain lo spezzone della puntata di Post It in cui mi hanno intervistato telefonicamente.
E lo faccio, per carità.
Però vi premetto che sono ridicolo.
Una voce da idiota, mi mangio le parole, dicounmucchiodicazzate (il PD nell’ultimo governo Prodi!!!), considerate che non ce l’ho neanche fatta a vederlo tutto, tanto mi vergognavo.
Io ve lo metto, eh.

Ma vi giuro che dal vivo non ho questa voce!


Però per par condicio voglio mettere anche dei video in cui appaio un po’ più fico.

Il primo è un servizio delle Iene durante il quale mi hanno intervistato, perché insieme a tanti altri gruppi avevo segnalato una truffa perpetrata da una casa discografica milanese ai danni di più di ottanta band.
Cliccate qui per vedere il video, e sappiate che il coglione con la maglietta dei Tool che risponde alle domande di Viviani sono io.

Il secondo è il video della mia esibizione con gli Starlette nel corso del programma televisivo TOP, andato in onda su Gold TV e Sky 851 (mecojoni!!!).
C’è anche nella pagina Starlette di questo blog, ma tant’è, magari qualcuno non l’ha ancora visto.
A presto gente.
Dopo questa overdose della mia facciaccia, piantatevi una siringa di adrenalina nel cuore.

CLICCA QUI PER VOTARE QUESTO ARTICOLO SU OKNOTIZIE


Essere Joey Baron

Giovedì 28 Agosto 2008

Ho già scritto da qualche parte sulla condizione di batterista.
Voglio però aggiungere che per essere un batterista, un batterista serio dico, uno con i controcoglioni, è necessario essere completamente fuori di testa.
J’è partita ‘a ciavatta, diremmo a Roma.
Ma la follia tipica dei batteristi si manifesta al meglio quando sono inseriti in un gruppo.
Voglio dire, un assolo stracazzuto alla Michael Portnoy è sicuramente qualcosa di spettacolare e gradevole, ma a me non frega un emerito cazzo che un batterista sappia fare le terzine a quattrocentottanta bpm, che abbia seicentosettantadue tamburi, che sappia rigirarsi la bacchetta tra le mani STOP!

Breve digressione
Io non so rigirarmi la bacchetta tra le mani. Non ho mai imparato, non ci sono mai riuscito, seppur esista gente che lo sa fare malgrado non suoni il mio stesso strumento. Da una vita provo a convincere le persone che non è fondamentale sapersi rigirare la bacchetta tra le mani per essere un buon batterista, che chi lo fa è un giocoliere prima che un musicista, ma non mi sembra che la mia teoria abbia tanto riscontro.
Fine della breve digressione

GO! se non è perfettamente calato in un genere musicale.
Gli assoli di Portnoy & simili sono sborate, per carità, ma sono fini a se stessi, sono masturbazione.
Oggi vi mostro un batterista che ha capito tutto, ma veramente tutto.
Si chiama Joey Baron, e me l’ha fatto conoscere Il Barbarico Re.
Questo tizio è pericoloso, è completamente fuso, ma dimostra che si può essere artisti con tre tamburi e due bacchette, che si può fare un assolo inserendosi in un riff senza per forza svilirlo (l’assolo, dico), e che si può essere melodici pur suonando le percussioni.
Attendo riscontri.

VOTA QUESTO ARTICOLO SU OKNOTIZIE


Se ci sei, fammi un fischio

Mercoledì 20 Agosto 2008

Non ho mai inquadrato la musica in una prospettiva anatomica.
Voglio dire, ho sempre pensato che per ascoltare e fare musica ci volesse sentimento, predisposizione a mettersi in discussione, un’antica ed irrimediabile tristezza di fondo, la disperata ricerca di qualcosa in cui valga la pena credere.
Non ho mai pensato servisse un orecchio.
Magari ho pensato che ci volesse orecchio, questo sì.
Ma un orecchio, inteso proprio come padiglione oculare, condotto uditivo, timpano, martelloincudinestaffa, Tromba di Eustachio, fottuto inutile cerume, questo no.
Men che mai, che ne servissero due, diomenevoglia.

“Lei ha il timpano perforato”.
Le donne insegnano: un orifizio in più non guasta mai.
“Torni tra tre settimane, se il buco non si sarà rimarginato da solo la dovremo operare”.
Fantastico, eccezionale, rotondo.
“Nel frattempo, un’iniezione di Rocefin al giorno per una settimana; una compressa di Flantadin al dì per sette giorni poimezzapertregiorni, faccia l’aerosol con il Fluimucil, si masturbi a testa in giù prima e dopo i pasti e, se possibile, cerchi di azzerare il debito pubblico Italiano“.
Se le serve, ho anche una cugina bellissima.

Così, da dieci giorni a questa parte nell’orecchio destro ho un fischio incessante che sembra l’inizio di Live in Pankow dei CCCP, e benchevada ne avrò per altrettanti.
Mentre vado al lavoro ascolto L’ultima risposta dei Subsonica.
E mi stupisco e rammarico al contempo della polifonia, della ricchezza di suoni che mi perdo nell’avere un timpano funzionante al 70% circa.
I bassi non vibrano più nello sterno come al solito, il synth sembra gracchiare come una puttanella sedicenne boybandizzata, mi sembra di rincontrare dopo tanto tempo una ragazza con cui sono stato a lungo, e ritrovarla completamente diversa, più inquieta, più povera.

Però, tuttosommato, non ci sono solo aspetti negativi.
Oggi, per esempio, ho una fottuta voglia di stare da solo.
E normalmente il mio maggior problema, quando decido di stare da solo, è proprio il fatto stesso di stare da solo.
Ma oggi, oggi no.

Vivete pure voi, al di là del vetro, in un mondo più che mai ovattato e distante.
Io, ho il mio carovecchio fischio che mi tiene compagnia.

VOTA QUESTO ARTICOLO SU OKNOTIZIE